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Il
nome "Hirpinia", che definisce la Provincia di Avellino, deriva
dalla lingua osca: hirpus è il lupo, che abita ancora in Irpinia
e la rappresenta come simbolo.
La Provincia di Avellino comprende 119 comuni, che si estendono
nella zona appenninica: essa si profila coi più alti picchi
dell' Appennino Campano e con una vegetazione spontanea che ne
fa una delle zone più verdi d'Italia.
La provincia è anche spesso definita come "Verde Irpinia", per
la presenza di montagne e siti naturalistici di notevole
importanza anche comunitaria, che ne rappresentano la
particolare caratteristica e sono motivo di interesse e di
escursioni, con centri ancora non sviluppati che propongono
soggiorni climatici in tutte le stagioni.
La interessano 2 Parchi Regionali (Parco dei Monti Picentini e
Parco del Partenio), 2 oasi WWF: Valle della Caccia a Senerchia
e la zona umida della diga dell'invaso del fiume Ofanto a Conza
della Campania. Inoltre 20 SIC ed altre aree protette per la
flora.
La provincia di Avellino si estende su una superficie di circa
2.800 Kmq occupati per i due terzi da montagne e da colline per
il restante territorio. Assenti quasi del tutto le aree di
pianura. Conta circa 440.000 abitanti residenti con una densità
di 157 abitanti per Kmq. Data la favorevole posizione
geografica, all'interno della Regione
Campania, fa da cerniera tra il Napoletano e le Puglie. E'
confinante con le province di
Napoli (a Occidente), di
Salerno (a Mezzogiorno), di Benevento (a Nord-Ovest), di
Foggia (a Nord-Est), di Potenza (a Est).
E' caratterizzata da un susseguirsi di monti e valli; ha un
clima continentale, rigido d'inverno e con notevoli escursioni
termiche durante la stagione calda.
I monti Irpini appartengono all'Appennino Napoletano. Le
principali catene montuose sono quelle del
Terminio e del Partenio.
Nel gruppo del Terminio (o dei monti
Picentini) si trova la vetta più alta della provincia: Il
Cervialto (m 1809 s.l.m.)
I principali fiumi sono il Sele, l'Ofanto, il Calaggio, il
Cervaro e il Calore con il suo affluente Sabato.
L'Irpinia è facilmente raggiungibile mediante l'Autostrada A16
Napoli-Bari che l'attraversa in senso longitudinale.
Ben sette caselli dell'A 16 sono presenti sul territorio irpino;
altri principali vie di comunicazione sono: il raccordo
autostradale Avellino-Salerno; l'Ofantina e Ofantina bis;
l'antica SS7 Appia; la SS 88 dei due Principati; la SS 90.
L'asse ferroviario l'unisce a Napoli, Benevento e Rocchetta
S.Antonio in Puglia.
L'aeroporto di Capodichino (Napoli) è quello più vicino e dista
circa 40 km dal Capoluogo irpino.

Fino a pochi decenni fa, l'economia della Provincia era
essenzialmente agricola: all'epoca il reddito proveniente dal
settore primario rappresentava più del terzo del reddito
complessivo. Intorno a questo settore vi era un'attività
manifatturiera agro-alimentare, di dimensioni più artigianali
che industriali.
Nella prima metà del Novecento di notevole importanza erano:
l'estrazione dello zolfo (miniere di Altavilla Irpina e Tufo),
la concia delle pelli (Solofra), l'industria edile (un pò
ovunque sul territorio provinciale) ed altri opifici satellite
del settore (laterifici, piccoli stabilimenti per la produzione
di conglomerati cementizi, qualche fabbrica d'infissi, ecc.).
Negli anni sessanta si registrano i primi fondamentali
investimenti: la costruzione dell'autostrada Napoli-Bari che ha
permesso l'accessibilità via strada alla provincia rompendo
secoli di isolamento; la costituzione del Nucleo industriale di
Pianodardine, alla periferia del Capoluogo.
Notevole impulso all'industrializzazione della provincia è stato
dato, dopo il catastrofico sisma del 23 Novembre 1980, dagli
incentivi previsti dalla legge per la ricostruzione delle zone
terremotate.
Il risultato è che oggi l'industria concorre alla composizione
del reddito per un 30%, mentre l'agricoltura è precipitata a
meno del 7%.
Negli ultimi anni registra un incremento considerevole la voce
del turismo, grazie al turismo religioso, notevoli i siti di
Montevergine,
Materdomini, il
Goleto e
Loreto di Mercogliano;
ed il turismo invernale sui Monti
Picentini e sul Laceno. |